Nadia Murad

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Nadia Murad nel 2016
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 2018

Nadia Murad Basee Taha (in arabo: نادية موراد‎; Sinjar, 1993) è un'attivista per i diritti umani irachena yazida[1]. Nell'agosto del 2014 venne rapita e tenuta in ostaggio da parte dello Stato Islamico.[2] Dal settembre 2016, è prima Ambasciatrice Onu per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani[3], e nel 2018 ha ricevuto, assieme a Denis Mukwege, il Premio Nobel per la pace[4].

Infanzia

Nadia nacque nel villaggio di Kocho, nel Sinjar, nel nord dell'Iraq. La famiglia di Nadia, che è di etnia yazida, era contadina e lei stessa crebbe all'interno di una fattoria. [5]

Antefatti

Nell'agosto del 2014 Nadia era una studentessa di ventuno anni quando l'Isis giunse nel villaggio di Kocho, radunò la comunità yazida e uccise 600 persone, tra cui 6 fratelli di Nadia, e la rese schiava. Nadia diventò una delle più di 6,700 donne yazide fatte prigioniere dell'Isis in Iraq.[6] Venne portata come schiava nella città di Mosul dove fu picchiata, ustionata con mozziconi di sigarette e stuprata. Nel novembre dello stesso anno riuscì a fuggire quando un soldato Isis si scordò di chiudere a chiave la porta dell'abitazione in cui si trovava.[7] Nadia trovò rifugio presso una famiglia della zona che l'aiutò a raggiungere il campo profughi di Duhok, nel nord dell'Iraq, e da lì Stoccarda, Germania[8][9]

Il 16 dicembre 2015 Nadia apparve presso il Consiglio di Sicurezza Onu per discutere, per la prima volta nella storia dell'organizzazione, di tratta di esseri umani e conflitti.[5] Come ambasciatrice Onu, Nadia partecipa attivamente ad iniziative per sensibilizzare sul tema della tratta di esseri umani e rifugiati.[10] Nadia Murad ha raggiunto comunità di rifugiati e sopravvissuti ascoltando le testimonianze delle vittime della tratta e del genocidio.[11]

Nel settembre 2016 l'avvocata Amal Clooney[12] ha spiegato presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) le motivazioni per cui ha accettato di rappresentare Nadia Murad nell'azione legale contro i comandanti Isis.[10][11][13] La Clooney, in quell'occasione, ha descritto il genocidio, lo stupro e la tratta come "burocrazia del diavolo a scala industriale" e ha sottolineato come la tratta di esseri umani è tuttora praticata dai soldati Isis, sia tramite social network sia nelle zone da loro controllate.[6] Nadia Murad ha ricevuto numerose minacce per via del suo impegno alla causa.[5]

Riconoscimenti

Onorificenze

Premio Nobel per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria Premio Nobel per la Pace
— Oslo, 2018

Note

  1. ^ A Statement by Nadia Murad and Yazda`s Communication Team on Nadia and Yazda Visit to Australia, su Yazda: A Global Yazidi Organization, 18 agosto 2016. URL consultato il 17 settembre 2016.
  2. ^ ISIS sex slavery survivor on a mission to save Yazidi women and girls, in Newsweek, 19 marzo 2016. URL consultato il 22 settembre 2016.
  3. ^ Human trafficking survivor Nadia Murad named UNODC Goodwill Ambassador, su unodc.org, 16 settembre 2016. URL consultato il 17 settembre 2016.
  4. ^ (EN) The Nobel Peace Prize 2018, su nobelprize.org. URL consultato il 5 ottobre 2018.
  5. ^ a b c Nadia Murad Basee Taha (ISIL victim) on Trafficking of persons in situations of conflict – Security Council, 7585th meeting (Video), in United Nations Television (UNTV), 16 dicembre 2015. URL consultato il 21 settembre 2016.
  6. ^ a b c Appointment Ceremony of Ms. Nadia Murad Basee Taha As UNODC Goodwill Ambassador for the Dignity of Survivors of Human Trafficking on the Occasion of the International Day of Peace (Video), in United Nations Television (UNTV), 16 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.
  7. ^ Everything about Nadia Murad – The Yazidi Woman Who Escaped ISIS Slavery!, in NationalViews, 16 settembre 2016.
  8. ^ Yezidi Girl Who Escaped Isis Sex Slavery: Please Help Us, in Time, 20 dicembre 2015. URL consultato il 19 settembre 2016.
  9. ^ 'Every Part of Me Changed in Their Hands': A Former ISIS Sex Slave Speaks Out, in Broadly, Vice, 18 febbraio 2016. URL consultato il 19 settembre 2016.
  10. ^ a b Amal Clooney, George's wife, takes on U.N. and ISIS, in The Washington Times, 19 settembre 2016. URL consultato il 22 settembre 2016.
  11. ^ a b Amal Clooney Takes on ISIS for 'Clear Case of Genocidè of Yazidis', in NBC News, 19 settembre 2016. URL consultato il 19 settembre 2016.
  12. ^ Exclusive: Amal Clooney to represent ISIS survivor Nadia Murad and victims of Yazidi genocide, in The New York Times, 9 giugno 2016. URL consultato il 24 settembre 2016.
  13. ^ Watch: Amal Clooney Reveals She and George Talked About the 'Risks' of Taking on ISIS – 'I Mean, This Is My Work', in People, 19 settembre 2016. URL consultato il 19 settembre 2016.
  14. ^ (EN) ISIS survivor Nadia Murad turns harrowing personal suffering into humanitarian initiative, in The New York Times, 15 settembre 2016. URL consultato il 19 settembre 2016.
  15. ^ (EN) Iraq nominates Yezidi woman Nadia Murad for Nobel prize, Rudaw.
  16. ^ (EN) Nadia Murad Basee Taha to be appointed Goodwill Ambassador by United Nations Office on Drugs and Crime on 16th September, in United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), 14 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.
  17. ^ Premio Sakharov a due yazide, simbolo della resistenza all’Isis, su LaStampa.it. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  18. ^ (EN) The Nobel Peace Prize 2018, su nobelprize.org. URL consultato il 5 ottobre 2018.

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